Andrienne - abito per statua di Madonna

Abito per statua di Madonna, sec. XVIII (met
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Tessuti
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Piano secondo, sala oreficeria e tessuti
Materia e tecnica
Raso di seta decorato con trame lanciate e broccate
Autore
Datazione
Sec. XVIII (met
Provenienza
L'Aquila - Museo Diocesano  - Visualizza sito
Dimensioni
h. 128,5 cm, largh. 240 cm.
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

L'abito è stato confezionato con un modello classico caratterizzato da otto pieghe sul dorso disposte in gruppi di due. Il modulo decorativo, scandito da un andamento leggermente ondulato in senso verticale, presenta un motivo pittoresco caratterizzato da una zolla erbosa e alberata, con una terrazza delineata da una balaustra, il tutto poggiante su colonne e ruderi. Da questo motivo partono tralci di grandi fiori che senza alcun rapporto proporzionale con la scenetta, pendono verso il basso. Il fondo è di colore verde, mentre le decorazioni sono di colore: bianco, 3 toni di malva, 3 toni di rosa, arancio, argento filato su anima di seta bianca. La fodera e la patterina sono assenti. I galloni sono stati tessuti con lamina d'argento e presentano un motivo decorativo con fiori a sei petali. Sulle maniche è stato cucito un merletto in oro filato.

Bibliografia

P. Thornton, Baroque and Rococo Silks, Londra 1965.
D. Devoti, L'arte del tessuto in Europa, Milano 1974.
Il settecento a Bologna, Bologna 1923.

Commenti

L'andrienne è un abito nato in Francia come indumento confidenziale agli inizi del secolo XVIII, indossato a corte intorno al 1740 e subito dopo diffuso in Italia dove il suo utilizzo perdura finchè la ventata rivoluzionaria non imporrà un nuovo stile. Questa veste fu chiamata nel meridione Cantusciù, anche se pare che in qualche caso le due nomenclature indicassero lievi differenze. Il nostro esemplare non fu certamente confezionato come abito da indossare, come testimonia l'assenza di fodere e solide cuciture, ma fu ideato per rivestire statue di Madonna o di Sante, il che giustifica la sua presenza nel Museo Diocesano. Nella corrente del gusto ruinistico e pittoresco il modulo decorativo del tessuto è vicino a quei disegni ispirati allo stile Revel che propongono elementi paesistici e architettonici, inseriti, senza alcun rapporto proporzionale, tra rami e tralci fioriti. Questo tipo di decoro ebbe particolare fortuna tra il 1740 e il 1750, ma con ritardi stilistici presenti fino al decennio successivo.