Giuseppe Scarsella: Il presepe nella tradizione contadina abruzzese

L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo, Bastione Sud

29 novembre - 26 dicembre 2007 - Mostra

Giuseppe Scarsella, Presepe   

I plastici di Giuseppe Scarsella ripropongono, attraverso uno studio meticoloso, un passato di vita contadina non molto lontano (fine anni '50 inizio anni '60) ma oggi quasi completamente scomparso. Con inventiva artigianale e pazienza certosina l'artista realizza le sue accurate ricostruzioni, mettendo in opera polistirolo, legno, argilla, depron, ossidi, vetroresina, materiali di recupero vari. Gli ambienti espositivi - chiese, aule scolastiche, sale museali, piazze - si trasformano in cucine, stalle, cantine a grandezza naturale, dal cui interno, attraverso finestre, quadri, armadi a muro, grate, si liberano scenografie in scala (1:33), di un realismo tale da trarre in inganno anche l'osservatore più attento. Si è coinvolti in un susseguirsi di emozioni, si sprofonda quasi d'incanto nel passato, riassaporandone le forme, i colori, ,addirittura gli odori. Le scene di vita contadina vengono riproposte attraverso la ricostruzione di ambienti di lavoro e utensili esattamente riprodotti, applicando una tecnica di invecchiamento che ne valorizza il percorso temporale. Ingredienti quali ossidi e talco sono utilizzati per creare colori e patine grasse tipiche del continuo uso.

Alla base del progetto c'è un'attenta ricerca, fondamentale per proporre un documento veritiero e nello stesso tempo facilmente leggibile. Sono descritti con puntigliosa attenzione procedimenti tecnici e strumenti caratteristici della cultura materiale di un recente passato, come il travaglio (dove venivano ferrati cavalli, asini e muli), la forgia (braciere per scaldare i ferri) e ancora sgorbie, forbici, tenaglie: oggetti sepolti nello spessore della memoria, richiamati alla luce dall'immaginazione, assumono consistenza reale grazie ad una ricerca assidua e a un rigoroso lavoro di progettazione. L'osservatore non più giovane riassapora momenti di vita vissuta, mentre per le nuove generazioni c'è la scoperta di u mondo remoto e quasi fiabesco. La spiritualità cristiana, indispensabile conforto di una vita di povertà, sacrificio e lavoro, è evocata attraverso le immagini sacre (quadri, vecchie stampe, “santini” appese alle pareti domestiche e nella riproposizione della Natività, trasformata in perfetta scena presepiale.

Ricerca storica sui costumi e studio dettagliato delle espressioni caratterizzano le figure realizzate da Maddalena Piccari, personaggi colti all'opera, che si inseriscono perfettamente in queste realizzazioni, rendendole ancora più realistiche e animando la scena, che prende vita, ritrova suoni e rumori e ci riporta in un passato ormai perduto. L'espressione dei visi, l'atteggiamento delle figure, la posizione delle mani intente al lavoro sono accurati e realistici, nonostante le dimensioni ridotte (si parla di personaggi alti 13 cm). E' fondamentale la struttura che sorregge la figura: il supporto per gambe e braccia, realizzato in legno e perforato, accoglie un'anima di filo, di ferro per le figure statiche, di nylon per quelle animate, che sono azionate da motorini elettrici. Per gambe e braccia vengono sagomati con il sughero piccoli cilindretti delle dimensioni necessarie.



Giuseppe Scarsella vive e lavora nel borgo montano di Filetto, frazione del comune de L'Aquila, dove è nato il 22 dicembre 1956. Funzionario di un ente pubblico, si dedica alla realizzazione dei plastici dal 1995. La sua attività artistica nasce da due grandi passioni: l'amore per il presepe, acquisito in età adolescenziale, e quello per la cosiddetta "architettura povera" tipica del territorio aquilano, sviluppato nel periodo degli studi universitari. Il ricordo del mondo dell'infanzia ispira la riproduzione accurata e realistica di scorci di paese e modesti interni di abitazioni contadine, scene di vita sociale e di lavoro, procedimenti tecnici e utensili ormai quasi totalmente scomparsi, con effetti di straordinaria suggestività. Cultura e partecipazione affettiva concorrono al recupero del vissuto quotidiano di una comunità rurale negli anni Cinquanta dello scorso secolo, proponendo scene a volte molto forti, quali la macellazione del maiale, che catturano l'interesse dell'osservatore, facendolo partecipe dell'evento.



L'artista ha partecipato a numerose mostre tra le quali si ricorda: Lanciano (CH), Il presepe artistico, 1995 e 1998; Modena, Premio Begarelli - Il presepio nella città, 1996 e 1998; Verona, Associazione Italiana Amici del Presepe, Il Presepe nella città, 1998; Barisciano (AQ), Mostra di modellismo 1996 (primo classificato nella categoria speciale); Roma, Mostra dei cento Presepi, 1996, 1997, 1998, 1999 e 2003 (Medaglia d'oro nella categoria presepe artistico); L'Aquila, Mostra Internazionale del Presepe, prima edizione, 1997-1998; Sulmona (AQ), Il Presepe Artistico, 1998 (terzo classificato nella categoria "presepe artistico"); L'Aquila, Regione Abruzzo - Assessorato alla Promozione Culturale, Palazzo Dragonetti, Il Presepe del 2000, 1999 e 2001; L'Aquila, Il Presepe in Piazza, organizzato dall'Associazione Centro Commerciale Centro Storico, 2000; Campotosto (AQ), mostra personale, 2003; L'Aquila, Museo Nazionale d'Abruzzo, Immagini della Natività nel territorio abruzzese, 2004; Borgorose (RI), Chiesa di S. Sebastiano, Arte, Cultura, Tradizioni in mostra, 2005; Città S. Angelo (PE), Chiesa di S. Agostino, Presepi in Corso, 2005 (vincitore assoluto).





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