Parrocchia di Santa Barbara nel Regio Castello

Stanza di accesso alla Chiesa di Santa BarbaraIngresso principale della Chiesa di Santa BarbaraLa chiesa di Santa Barbara, già Santa Maria della Pietà, aveva un ingresso principale situato al pianoterra, sotto il porticato, utilizzato dai militari in servizio al Forte e dalla popolazione.


Il castellano ed i suoi familiari usufruivano di un accesso privilegiato situato al piano nobile, nell'appartamento a loro riservato. La scalinata interna di questo passaggio è tuttora ben visibile nella sala V dell'attuale Museo Nazionale d'Abruzzo.

 

 

Baldassarre de Zunica o Zuniga, governatore del Forte dal 1606 al 1630, fece decorare la scalinata con pitture "tromp l'oeil" nella parete di sinistra, con il suo stemma nella parete frontale, con ornamentazioni floreali e zoomorfe sulla volta e con motivi geometrici sulle pareti laterali.

Decorazioni della scalinata  Stemma Baldassarre (castello)  Ornamentazioni


Stemma Baldassarre (crocefisso)L'arma gentilizia, datata 1607, del castellano Baldassarre de Zunica è dipinta anche all'interno della chiesa del Santo Cristo o del Crocifisso, situata nei pressi del Forte e fatta edificare, con le elemosine del popolo aquilano, dallo stesso castellano che fu ivi inumato per sua volontà testamentaria.
Le sepolture dei militari e dei loro familiari venivano invece effettuate nello spazio sottostante la chiesa, ora sala Chierici, fatta eccezione per il capitano Nicola Ciarpaglini, governatore del Forte dal 1781 al 1792, sepolto per sua volontà "prope aram maiorem a latere evangelii".


Dell'edificio originario è rimasta, come unica traccia, la nicchia d'altare. Nicchia d'altareIl grande camino in pietra fu trasferito nel vano dell'ex chiesa dalla sala grande del primo piano, dopo il terremoto del 1703.
La chiesa di Santa Barbara espletava le funzioni di una normale parrocchia della città, come si desume dai registri dei battesimi, dei matrimoni e dei defunti.
Da tali atti si evidenzia la partecipazione alla vita sociale, che si svolgeva nel Forte, di alcune nobili famiglie aquilane quali i Rivera, i Massonio, i Branconio, gli Oliva ed altri eminenti personaggi, che intervenivano come padrini ai battesimi e come testimoni ai matrimoni degli alti ufficiali in servizio al  castello.

     
Nel giorno del Corpus Domini si svolgeva la processione dentro il Forte, intorno alla piazza interna e sugli spalti, ai quali si accedeva attraverso lo scalone d'onore.
Santa BarbaraNella chiesa esisteva la Compagnia detta di Santa Barbara, con i sacchi di colore rosso, che interveniva solo alla processione della chiesa di Santa Maria Paganica, dove la statua della santa era accompagnata dagli artiglieri. Una volta abolita tale compagnia, il compito di prelevare e riportare la statua della santa nella chiesa venne affidato alla confraternita di S. Ludovico o della Concezione.
Nel giorno del Giovedì Santo si svolgeva, sempre all'interno del Forte, la processione intorno alla piazza interna.
Il regio cappellano, oltre ai compiti istituzionali, quali vigilare sulla condotta morale dei propri filiani, prendersi cura degli orfani dei militari e specialmente dei servi di pena, aveva anche quello di recarsi in quattro parrocchie della città per celebrare la messa in occasione delle loro festività (forse le chiese di Santa Maria Paganica, Santa Maria del Carmelo, S. Filippo Neri. Nei registri canonici di queste chiese risultano registrati infatti battesimi, matrimoni e sepolture di alcuni militari del Forte).
A loro volta i parroci di quelle parrocchie erano tenuti a restituire la celebrazione liturgica nella cappella del Forte, nel giorno della festa di Santa Barbara, alla quale gli artiglieri del castello avevano dedicato una poesia.


La lettura di documenti archivistici, relativi agli ultimi sessanta anni dell'Ottocento, consente una ricostruzione degli arredi liturgici e, in particolare, delle opere pittoriche che ornavano il sacro luogo.
Il libro delle rendite della regia cappella, in merito alle spese del 1843, cita i lavori di restauro della tavola raffigurante la Deposizione dalla Croce e dei due dipinti ad olio su tela raffiguranti l'uno la Madonna del Bosco e l'altro, del quale non si conosce il titolo, "simile al Purgatorio".
L'inventario del 1884 riporta altri dipinti ad olio su tela, tra i quali l'Immacolata, la Madonna della Pace e la Madonna della Stella.
Inoltre la relazione del 1889, a firma di Teofilo Patini e del marchese Giulio Dragonetti indica degni di conservazione la tela della Madonna del Bosco e la tavola della Deposizione dalla Croce.Deposizione dalla Croce Così scrive il Patini: “Il primo in tela, alto un metro e mezzo e largo un metro, rappresenta la Madonna del Bosco, dipinto ad olio, manifestazione artistica del seicento, molto debole, ma interessante per la verità storica dei costumi delle due mezze figure inginocchiate che pregano (...)"  (Probabilmente si tratta dei committenti: il castellano Baldassarre de Zuniga e la consorte);  “il secondo dipinto su tavola è di maggior valore e rappresenta la Deposizione dalla Croce con la Vergine ed altre figure (…) A' le medesime dimensioni del primo e nella fattura si ritrovano con i soliti pregi i difetti dei pittori della prima metà del cinquecento. Questo quadro per parere dei sottoscritti è meritevole di essere conservato per l'interesse sì per la manifestazione artistica che per la storia dell'arte moderna".


Montaggio virtualeDalla coincidenza delle dimensioni e da un montaggio virtuale si riscontra una corrispondenza formale tra una tavola raffigurante la Deposizione dalla Croce custodita nel Museo Nazionale d'Abruzzo e la nicchia d'altare. Considerato che i dipinti citati dal Patini furono ceduti al Museo municipale in data 11 giugno 1889 e che la tavola su citata proviene proprio dall'ex Museo, potremmo ipotizzare che tale dipinto coincida  con quello collocato in origine sull'altare maggiore della chiesa di Santa Barbara.        
La chiesa del Forte ha svolto le sue funzioni fino al 1870.

 

Luisa Liberatore