Peppino Piccolo

(Mascalucia di Catania, 1903 - Pescara 1983)

Natura morta con fichi e gelsomini, 1938 Compie gli studi artistici ed accademici a Roma. In seguito, sotto la guida di Ferruccio Ferrazzi e Ciprano Efisio Oppo esegue a Pomezia alcuni dipinti murali, andati distrutti durante la seconda guerra mondiale. Docente di scenografia, di pittura e scuola di nudo all'Accademia di Belle Arti di Roma, ha svolto l'attività artistica parallelamente all'insegnamento, entrando in contatto con i maggiori protagonisti dell'ambiente romano di quel periodo. Dalla Scuola di Via Cavour, Piccolo ricava il tonalismo caldo e sensuale, la definizione dell'immagine attraverso la luce, il gusto per i paesaggi urbani inondati di sole, ripresi dallo studio romano dell'artista, un casale settecentesco con vista di Porta San Sebastiano. La produzione tarda è costituita da vedute, soggetti di figura e nature morte sempre caratterizzati da coerenza formale e da una fresca vena narrativa.
   
Opere acquisite:
- La battaglia della Cernaia, 1936, olio su tavola, dono Rosetta Piccolo
- Natura morta con fichi e gelsomini, 1938, olio su tavola, dono Rosetta Piccolo
- Sibilla, 1944, olio su tavola, dono Rosetta Piccolo
- Vaso blu con fiori, 1947, olio su tela, dono Rosetta Piccolo